L’intelaiatura delle relazioni istituzionali è sottosopra, un tavolo unico per ridiscuterla: le prime indicazioni del nuovo Presidente dell’ANCI Piero Fassino

L’elezione di Piero Fassino ha messo d’accordo tutti i sindaci, senza distinzione di schieramenti: i sindaci e gli amministratori di grandi e piccoli Comuni hanno accolto con favore la scelta caduta sul sindaco di Torino che dopo importanti esperienze di governo si troverà a guidare gli oltre 8mila Comuni italiani. “E’ l’incarico che assumo con più emozione e del quale sento tutta la responsabilità”, ha commentato il sindaco di Torino. “Oggi si avvia una nuova stagione. E’ arrivato il momento di aprire un negoziato tra Comuni e governo, che passi per un unico tavolo.

Il nuovo presidente Anci, nel suo intervento, ha ripercorso le tappe fondamentali dei rapporti tra i Comuni e il governo, sottolineando i temi caldi che da oggi l’associazione dovrà affrontare.
“Proprio ieri – ha detto Fassino – c’è stata una sentenza della Corte costituzionale che ha certificato la confusione che Anci denuncia da tempo. La nostra architettura istituzionale – ha aggiunto – è terremotata e ha bisogno di ridefinizione. Noi le proposte le abbiamo – ha ammonito Fassino – le ascoltino. Non si può riscrivere la seconda parte della Costituzione a prescindere dal ruolo delle città e dei sindaci”.
Entrando nel merito delle questioni calde che interessano i Comuni, il neo presidente ha sottolineato come sia “indispensabile invertire la rotta per ottenere risposte non più rinviabili”, nello specifico su patto di stabilità e tassazione locale. Sul primo versante Fassino chiederà “decisioni nuove, perché così com’è, il Patto si è trasformato in una prigione che mortifica i Comuni, la loro autonomia e capacità di governo. Un Patto che non distingue tra spesa corrente e spesa per gli investimenti – ha detto – è una norma contraddittoria che va cambiata”. Sulla tassazione locale, poi, il giudizio è netto: “E’ sottosopra. Approveremo i bilanci quando avremo speso nove dodicesimi delle risorse previste. Inoltre non sappiamo quale configurazioni avranno Imu e Tares. Occorrono quindi risposte certe e chiarezza per superare l’attuale quadro confuso”.
Sempre sulla tassazione locale, Fassino ha poi ricordato come “sono 12 anni che si chiede di risolvere i problemi dei conti pubblici caricando gli enti locali di tagli. Sono 12 anni che si chiede ai Comuni quello che invece non e’ stato chiesto alle amministrazioni centrali’. Fassino ha spiegato che ‘siamo al punto limite. Negli ultimi 18 mesi ci sono stati 16 decreti che hanno inciso sulla spesa delle amministrazioni municipali e soprattutto sulla loro autonomia’.
Il neo presidente dell’Anci ha parlato anche di piccoli Comuni “perché quando si amministra le difficoltà e le responsabilità sono le stesse, sia se si è a capo di un comune grande come Roma che di un comune di pochi abitanti. L’Anci – ha continuato – garantirà pari dignità e rappresentanza al di là delle dimensioni”.