Sviluppo territoriale, prevenzione e rischio idrogeologico

altI dati del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare parlano di 5.581 comuni considerati potenzialmente a rischio idrogeologico elevato, ma nonostante questi numeri ancora oggi l’urbanizzazione nelle zone “critiche” è frequente. Secondo il dossier di Legambiente “Ecosistema rischio 2009”, nel 79% dei comuni monitorati sono presenti abitazioni esposte a pericolo frane e alluvioni. Per questo è necessario uscire dalla logica delle emergenze per “impostare una corretta politica di gestione ordinaria dei suoli in tutti i suoi aspetti, urbanistici, ambientali, sociali e di manutenzione”.

Serve da parte di tutti una seria assunzione di responsabilità e una volontà politica orientata a cambiare indirizzo nella pianificazione del territorio ripensando e modificando quello che riguarda la sua messa in sicurezza. Per questo e per promuovere una nuova cultura è stato siglato ieri tra ANCI e Legambiente un “Patto per il territorio”, che si esprimerà in proposte di intervento per una concreta azione di mitigazione del rischio idrogeologico su tutto il territorio nazionale. Alla base dell’accordo reciproci impegni concreti e proposte di intervento per la mitigazione territoriale del rischio idrogeologico, volta anche ad ottenere le necessarie risorse economiche necessarie per la prevenzione stessa.

A tal fine è necessario adeguare lo sviluppo territoriale alle mappe del rischio, ridare spazio alla natura restituendo al territorio le aree necessarie per i corsi d’acqua creando e rispettando le fasce di pertinenza fluviale adottando come strumento primario la difesa ed il corretto uso del suolo. Sollecitare i diversi livelli istituzionali di governo affinché vi sia una particolare attenzione al vasto reticolo di corsi d’acqua minori, visti i tanti avvenimenti in cui in prossimità di fiumi e torrenti si sono verificati gravi eventi, favorire la diffusione di corrette pratiche di manutenzione ordinaria del territorio, applicare una politica attiva integrata tra i diversi livelli istituzionali competenti per quella che viene chiamata la “convivenza con il rischio”, grazie a sistemi di allerta, previsione delle piene e piani di protezione civile. Inoltre è importante rafforzare la lotta integrata agli incendi attuando una serie di interventi insieme a tutti i soggetti preposti per ridurre questo grave fenomeno e gestire le piogge in città attraverso un adeguamento delle reti di raccolta tra sicurezza e recupero della risorsa idrica. La difesa del territorio da frane, incendi, esondazioni mette in evidenza l’importanza di investire risorse economiche per la riduzione del rischio anche presso il Governo nazionale e le altre Istituzioni competenti.

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