Politiche industriali del Sud secondo uno studio Svimez

altLo studio Svimez 2009 sull’economia del Mezzogiorno curato da Riccardo Padovani e Grazia Servidio, che verrà pubblicato sul prossimo numero della rivista economica del Mezzogiorno dell’Associazione, ci presenta la situazione occupazionale delle città e dei territori del Sud dal 2008 al 2009. Nel settore industriale, nel suddetto arco di tempo, sono stati persi ben 93.000 posti di lavoro (-10%), una percentuale di tre volte superiore a quella che è stata calcolata nel Centro-Nord (-3,7%).

Dalla ricerca Svimez le regioni più colpite sono Campania e Puglia con più di 26.000 addetti in meno, seguite da Sicilia e Sardegna. Lo studio mette altresì in evidenza i numeri delle politiche industriali che “Nel periodo 2000-2007 avevano agevolazioni concesse per la riduzione degli squilibri territoriali al Sud che rappresentavano oltre il 79% del totale degli investimenti. Dal 2007 – invece – sono stati cancellati i principali strumenti di agevolazione (488/1992 e sostegno a ricerca e innovazione) e non  è stata prevista alcuna altra misura di aiuto di entità paragonabile, passando da 2,7 miliardi di agevolazioni concesse per la riduzione degli squilibri territoriali del 2004 a 21 milioni di euro nel 2007”.
Per la Svimez gli obiettivi guida di una strategia di politica industriale per il Sud dovrebbero essere “Riqualificazione del modello di specializzazione produttiva attraverso il sostegno all’innovazione tecnologica; l’aumento delle dimensioni medie dell’impresa meridionale attraverso il sostegno alla formazione di reti di imprese e ad un maggior accesso al credito; crescita del grado di apertura verso l’estero, pieno inserimento delle imprese meridionali nei progetti di innovazione di industria 2015 e rilancio delle politiche di attrazione”.

Fonte: www.svimez.it