L’acqua come risorsa fondamentale per la vita

altTra tutte le risorse naturali l’acqua è la più importante: senz’acqua non c’è vita. L’acqua ricopre il 71% della superficie terrestre e costituisce una risorsa rinnovabile, ma la maggior parte dell’acqua presente sul nostro pianeta è troppo salata per essere usata. Oltre ad essere scarsa e talvolta poco accessibile l’acqua è spesso inquinata a causa delle attività umane o, nei Paesi in via di sviluppo, per carenza di impianti fognari adeguati. Ancora oggi un miliardo e mezzo di persone nel mondo non ha accesso all’acqua potabile e numerose  aree soffrono di stress idrico. Se in Italia un cittadino può contare sulla disponibilità di 237 litri di acqua al giorno, negli Stati Uniti questo dato va a ad attestarsi su 435 litri, mentre per un abitante del Madagascar scende a soli 10 litri al giorno e in Africa una donna percorre in media 6 chilometri al dì per approvvigionare la propria famiglia di acqua. Impiegata per bere, lavare, irrigare, produrre l’acqua è la più usata delle risorse del pianeta. A causa della crescita della popolazione, del conseguente sviluppo dell’agricoltura e dell’industria dall’inizio del Novecento, il consumo di acqua è aumentato di circa 7 volte. E con i consumi sono cresciuti anche i livelli di inquinamento. Questo bene inesauribile è dunque minacciato poiché rischia di contaminarsi e di non essere sufficiente a  soddisfare i bisogni di tutti. Uno dei casi più allarmanti si verifica nello Yemen a San’a, dove la falda freatica si abbassa di sei mesi l’anno e presto si esaurirà. Ma il pericolo di stress idrico non riguarda solo i Paesi più poveri, poiché a causa di un uso eccessivo anche da noi le falde freatiche vengono consumate più in fretta di quanto non riescano a ricostituirsi. Per il futuro è quindi necessario elaborare soluzioni che consentano una più equa distribuzione della risorsa idrica, riducendone gli sprechi e proteggendola dai fattori inquinanti.

Curiosità innovative
Sembra un sasso, ma è un dispositivo che può essere posizionato nella doccia per razionalizzare il consumo di acqua. Al primo utilizzo il waterpebble, così è stato chiamato dal suo ideatore, il designer Paul Priestman, registra la quantità di acqua utilizzata per poi avvertire grazie ad un led lampeggiante che alterna una luce rossa ed una verde, se i successivi utilizzi rispettano o meno gli standard selezionati. Ad ogni doccia il dispositivo entra in funzione automaticamente e aiuta a capire come ci stiamo comportando visto che “c’è una continua attenzione a consumare meno acqua possibile – ha dichiarato Priestman – volevo per questo fare qualcosa che eliminasse la fatica di diventare ‘verdi’ aiutando le persone a modificare il proprio comportamento in maniera ‘automatica’. Il waterpebble ha una ‘mente’ propria in grado di fare il lavoro che normalmente spetta all’utente e che in questo modo può essere persuaso a consumare meno acqua”.

E da uno studio redatto grazie alla collaborazione tra l’Onu e il Consiglio Mondiale dell’Acqua sappiamo che solo l’1% dell’acqua presente sulla superficie terrestre è acqua dolce, indispensabile per garantire la vita e che entro il 2030 la popolazione potrebbe trovarsi in serie difficoltà. A tale proposito un gruppo di progettisti ha voluto impegnarsi nella ricerca di una soluzione architettonica per la produzione di acqua potabile: una torre ecosostenibile che attraverso processi naturali è in grado di utilizzare l’acqua del mare senza impiegare elettricità. La cosa è resa possibile dalla presenza, all’interno del grattacielo, di piante di mangrovie note per la loro capacità di incamerare l’acqua salmastra trasudando acqua dolce e dando così la possibilità di irrigare i terreni coltivati. L’acqua evaporando dalle piante si ferma sotto forma di condensa sulle pareti interne del grattacielo composto da grandi bolle, che funzionando come una serra fanno in modo che il liquido venga raccolto in vasche, pronto per l’utilizzo. Il gruppo di lavoro ha stimato che un ettaro di mangrovie potrebbero essere in grado di produrre ogni giorno fino a 30 mila litri di acqua dolce, utili ad irrigare un campo di pomodori per un giorno.

Fonte Rinnovabili