Il Piano di rientro della Sanità abruzzese

altL’inversione di tendenza è il frutto di un percorso iniziato nel 2005 con un intervento ambizioso che ha permesso alla Regione Abruzzo di migliorare il proprio stato di salute sia economico, sia finanziario: è questo il risultato della prima verifica tecnica al Piano di Rientro del deficit sanitario.

Le fasi centrali per il conseguimento di questo primo obiettivo, partono dall’intesa Stato-Regioni che ha fissato nuove finalità per le amministrazioni  locali sulla base delle quali per le regioni che maturano debiti maggiori di quelli garantiti dal fabbisogno annuale assegnato al sistema sanitario regionale, è necessario ricorrere ad un aumento della pressione fiscale su base regionale.
L’accordo ha trovato una soluzione e quindi la sottoscrizione, nel marzo del 2005, con un’intesa relativa agli estratti adempimenti a carico della Regione Abruzzo, che prevedono il rispetto e la verifica di diverse osservanze organizzative e gestionali in linea con i precedenti provvedimenti di contenimento della spesa. Tra queste vanno ricordate le nuove forme di controllo per migliorare il monitoraggio della spesa sanitaria nell’ambito del nuovo sistema informativo sanitario (NSIS), i vincoli all’offerta ospedaliera da attuarsi mediante il rispetto del nuovo standard di posti letto e la disincentivazione dei ricoveri ospedalieri, nonché una complessa articolazione di meccanismi procedurali e di controllo. Per il raggiungimento degli obiettivi fissati dalla legge finanziaria, la Regione e tutti gli operatori del settore sono oggi impegnati in un considerevole sforzo volto a migliorare l’impostazione dei programmi e delle strategie d’intervento, a razionalizzare l’organizzazione, a semplificare le procedure e a ridurre i costi di gestione. Il tutto ricorrendo anche a strumenti capaci di assicurare il concorso di sinergie diverse ed il realizzarsi di economie di scala.

Il ministro della Sanità, Ferruccio Fazio, in visita all’Ospedale de L’Aquila il 16 aprile a questo riguardo ha detto: “Il modello utilizzato dall’Abruzzo nel Piano di rientro sarà di esempio per le altre regioni”.

Per approfondimenti