Il nucleare al centro del vertice Italia-Russia

altApprofondire la ricerca sulla fusione nucleare: è rivolto a questo obiettivo il cosiddetto progetto Egnitor, siglato dai rispettivi governi in occasione del vertice italo-russo tenutosi ieri a Lesmo (Monza).

Di “progetto molto importante per il futuro dell’energia nucleare”  ha parlato il presidente del Consiglio, Berlusconi, durante la conferenza stampa che ha seguito il vertice Italia-Russia. “L’energia nucleare potrà essere creata per fusione e non più per scissione” ed entro il 2013 prenderanno il via i lavori per la realizzazione della prima centrale nucleare in Italia.
In occasione del vertice è stata avviata anche la partnership pubblico-privata nel settore nucleare in Russia, il memorandum of understanding siglato da Enel e da Inter Rao Ues che prevede l’inizio di una cooperazione sul nucleare in vista della costruzione di nuovi impianti e di una collaborazione su innovazione tecnica, efficienza energetica e distribuzione sia in Russia che nei Paesi dell’Est Europa. E tra i piani congiunti all’ordine del giorno anche la realizzazione di un South Stream, il progetto che sarà realizzato da Gazprom ed Eni per portare il gas del Mar Nero ai Paesi Ue, i cui lavori inizieranno tra due anni.

Tutti gli analisti del settore concordano nel ritenere che la nostra società si trovi a dover affrontare due sfide fondamentali: reperire ed assicurare le risorse energetiche per sostenere la crescita e lo sviluppo economico dei Paesi industrializzati e di quelli in via di sviluppo, mitigare i processi di cambiamento climatico in atto garantendo la protezione dell’ambiente. Cercare un punto di equilibrio tra queste esigenze ci impone di realizzare una vera transizione verso un sistema energetico ed uno sviluppo più sostenibile. In prezzo del fallimento, infatti, potrebbe essere gravoso. La tecnologia ci offre gli strumenti per realizzare questo passaggio, occorre però cambiare comportamenti e mettere in atto politiche adeguate.

Quello dell’energia nucleare è un problema che vede posizioni molto diverse tra loro. Da un recente sondaggio in  Finlandia, ad esempio, il 48% dei cittadini finlandesi sono favorevoli all’energia nucleare e solo il 17% contrari; il 29% si dichiara neutrale e il 5% non sa rispondere. È il risultato di un sondaggio condotto nel gennaio di quest’anno dalla società statistica TNS Gallup Oy e commissionato dalla Confederazione delle industrie energetiche finlandesi. Secondo il direttore della produzione energetica dell’ET, la crescita dei consensi per il nucleare è legata alla consapevolezza del suo ruolo nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica e quindi del riscaldamento globale. La Finlandia ha al momento quattro reattori in attività, che soddisfano il 27% del fabbisogno elettrico nazionale. Un quinto reattore, il primo al mondo del modello di terza generazione Epr, è in costruzione a Olkiluoto, ed entro l’estate del 2010 il Parlamento deciderà su un eventuale sesto reattore.
 
Fonte: Asca