Il MUSE di Trento

altL’apertura del MUSE a Trento è prevista per l’estate 2013, ma i lavori per gli allestimenti sono già iniziati. Stiamo parlando del progetto di Renzo Piano per il Museo delle Scienze consegnato alla collettività cittadina lo scorso 29 giugno. “Quando si finisce un progetto – ha detto Renzo Piano – è un momento emotivo importante per un architetto, da quel momento in poi il progetto non è più tuo. Abbiamo lavorato dieci anni qui e questi dieci anni sono stati importanti; qui c’è coesione, c’è entusiasmo. Siamo riusciti a fare questo edificio in tempo e rispettando il budget, quasi un miracolo. Questa però non è la fine del progetto, oggi vi è una consegna degli spazi alla città e al museo, affinché vengano riempiti di contenuti. La vera sfida inizia ora”. L’inquadramento urbanistico del nuovo museo nasce nell’ambito della concezione progettuale dell’intervento sull’area ex-Michelin, del quale ne rappresenta un fondamentale polo di attrazione socio culturale e di interesse collettivo.

La concezione urbanistica dell’intero intervento si ripropone di ricreare nell’area un vero e proprio pezzo di città, con le sue articolazioni e la sua complessità funzionale. La volumetria complessiva è ripartita in 11 “blocchi”, denominati complessivamente dalla lettera “A” alla lettera “L”, in cui trovano spazio funzioni commerciali, residenziali e di terziario, nonché quelle attività di interesse pubblico che insieme al parco coinvolgono anche fisicamente l’intero nuovo quartiere, diventando importanti magneti urbani per l’intera città. L’idea architettonica nasce dalla ricerca di una giusta mediazione tra bisogno di flessibilità e risposta, precisa e coerente nelle forme ai contenuti scientifici del progetto culturale. Un museo in cui i grandi temi del percorso espositivo siano riconoscibili anche nella forma, mantenendo al tempo stesso un’ampia flessibilità di allestimento degli spazi, tipica di un museo di nuova generazione. La forma architettonica nasce, quindi, oltre che dall’interpretazione volumetrica dei contenuti scientifici del museo, anche dai rapporti con il contesto: il nuovo quartiere, il parco, il fiume, Palazzo delle Albere. Tutti questi input prendono poi materialmente forma attraverso una più libera declinazione degli elementi architettonici che costituiscono il resto del quartiere nelle sue funzioni, residenziale, terziaria e commerciale. Il progetto si contraddistingue per un profilo avveniristico, omaggio alle vette delle montagne circostanti. All’interno una vasta piazza coperta accoglie i visitatori e suddivide la zona pubblica dell’edificio dall’area riservata al personale. Gli spazi di lavoro includono uffici, laboratori di ricerca, officine, magazzini per collezioni e mostre, archivi della biblioteca e spazi tecnici.

Nell’area pubblica si trovano invece le sale espositive, l’area bambini, la sala conferenze, i laboratori, le aule didattiche, una serra tropicale, la biblioteca ed un bar. La superficie complessiva dell’edificio misura circa 12.000 metri quadrati. Il progetto architettonico è stato concepito con particolare riguardo agli aspetti ambientali e al risparmio energetico. Il sistema degli impianti per il funzionamento dell’edificio è centralizzato, meccanizzato e sfrutta diverse forme di energia rinnovabili (in particolare quella solare, con l’uso di celle fotovoltaiche e pannelli solari, nonché l’energia geotermica con lo sfruttamento di sonde a scambio termico). Nella costruzione vengono privilegiati materiali di provenienza locale per limitare l’inquinamento dovuto al trasporto e materiali rapidamente rinnovabili, quali ad esempio il bambù per la pavimentazione delle zone espositive.

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