GIORNATA MONDIALE CONTRO IL LAVORO MINORILE

Quest’anno il 12 giugno, dal 2002 Giornata mondiale contro il lavoro minorile dall’Organizzazione Internazionale del Lavoro si concentra sulle conseguenze che la pandemia causata dal Covid-19 sta avendo sulla vita e sulla sopravvivenza dei minori vulnerabili, che proprio questa crisi può costringere verso il lavoro. Già prima della emergenza la stima era di 152 milioni di bambini coinvolti in questo sfruttamento (64 milioni bambine e 88 milioni bambini), 72 milioni dei quali impiegati in lavori pericolosi e un terzo di questi lavoratori bambini tra i 5 e i 14 anni sono completamente fuori dal sistema educativo.
Il lavoro minorile è sfruttato principalmente in agricoltura e, in percentuali più basse, anche nei servizi e nel settore industriale, compreso quello minerario.
Ad oggi appare lontano l’obiettivo di Agenda 30 dell’ONU di eliminare lo sfruttamento del lavoro minorile entro il 2025, benché negli ultimi 20 anni il numero di minori lavoratori sia diminuiti di 94 milioni.

La celebrazione, come sta avvenendo per tanti eventi, sarà virtuale, a cominciare dal dialogo che si svolgerà on line e a cui partecipano il direttore dell’OIL, Guy Ryder, la direttrice esecutiva dell’Unicef, Henrietta Fore, insieme ad esponenti della FAO, delle organizzazioni internazionali dei datori di lavoro e dei sindacati.

L’incontro (si potrà seguire alle 16.30 di oggi sul canale You Tube dell’OIL a questo indirizzo https://bit.ly/12June2020_Debate) avrà al centro dell’attenzione il documento dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro e dell’UNICEF sull’impatto del  COVID-19 sul lavoro minorile, COVID-19 AND CHILD LABOUR: A TIME OF CRISIS, A TIME TO ACT, pubblicato proprio oggi.

 

 

Foto di copertina: Documento ILO e Unicef