Centri storici accessibili nelle città di domani

altaltLa mobilità, nei suoi aspetti fisiologici e patologici, rappresenta, oggi, un fenomeno prevalentemente urbano ed impatta in modo rilevante nella pianificazione e vivibilità dei centri storici delle nostre città. È questa una conseguenza legata ai grandi processi di urbanizzazione post bellica che hanno coinvolto l’Italia, al pari degli altri Stati Europei più industrializzati.

In Italia oltre il 50% della popolazione risiede in città di medio grandi dimensioni nelle quali si sviluppa un’alta domanda di mobilità. Basti pensare al fatto che la movimentazione nazionale delle merci si concentra quasi esclusivamente in tali aree su cui insiste oltre l’80% del volume totale degli scambi commerciali.
È un fenomeno di dimensioni estremamente rilevanti che coinvolge milioni di utenti.
La principale conseguenza è quella di un uso straordinariamente prevalente dell’automobile, che anche a dispetto degli elevati costi e dell’elevata tassazione che tende, con instancabile pervicacia a scoraggiarne l’utilizzo, continua ad essere lo strumento principale di trasporto anche rispetto ad altre modalità, molto più economiche nonché più sussidiate quali, appunto, il trasporto collettivo.

Che impatto ha questo sulla vivibilità delle zone centrali delle nostre città e in particolare nei centri storici più congestionati delle grandi realtà urbane?
Oggi la mobilità è uno dei più complessi problemi che dobbiamo affrontare all’interno dei centri più storici dove la presenza di un così alto numero di veicoli certo non era stato immaginato in una fase di progettazione urbanistica. La maggior parte dei nostri centri urbani sono stati concepiti e costruiti, infatti, in un momento in cui i veicoli a motore non esistevano.
Le persone sono obbligate a recarsi ogni giorno verso il centro della città, e il viaggio è effettuato in automobile, con altri veicoli a motore, o con i mezzi pubblici (autobus, metropolitana).
I principali problemi derivano dalla vasta diffusione dell’uso di auto private.
Oggi ci troviamo di fronte ad un problema che sembra non avere soluzione. È tempo di avviare iniziative volte a scoraggiare l’uso delle autovetture private (Congestion Charge, nessuna zona a traffico), incentivare i mezzi alternativi di trasporto pubblico ed incoraggiare un cambiamento sul modo in cui percepiamo i nostri diritti sull’uso dell’auto privata.
È tempo di diventare più consapevoli sui diversi vincoli che abbiamo, una volta che usiamo le auto private nei centri urbani.

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