Assemblea congressuale ANCI di Torino: il rinnovamento del sistema dei Comuni per costruire il futuro del Paese

altSi è svolta al Lingotto Fiere di Torino dal 7 al 10 ottobre 2009, la XIV Assemblea congressuale dell’ANCI che ha eletto all’unanimità presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, Sergio Chiamparino.
Il sindaco di Torino che già ricopriva la carica di presidente facente funzioni dopo le dimissioni di Leonardo Domenici, candidato eletto alle ultime elezioni europee, interpreterà il ruolo che è stato chiamato a ricoprire sia sul piano delle riforme che su quello dell’autonomia finanziaria dei Comuni.

Dopo l’elezione del presidente l’Assemblea ha proceduto con l’elezione dei 178 membri del Consiglio nazionale.
Nel corso dei lavori dei 770 delegati dell’Assemblea sono stati confermati vicepresidenti, Graziano Delrio, sindaco di Reggio Emilia, Letizia Moratti, sindaco di Milano, Salvatore Perugini, primo cittadino di Cosenza e Giuseppe Scopelliti, sindaco di Reggio Calabria. Gianni Alemanno, sindaco di Roma è stato riconfermato presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI.

 

Sergio Chiamparino aprendo i lavori ha anche rivolto un ringraziamento al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per il messaggio inviato all’Assemblea ANCI di Torino e per l’equilibrio con cui sta svolgendo il ruolo di garante della Costituzione.
L’ANCI vuole adoperarsi per il rinnovamento del sistema dei Comuni, per una solida quanto operosa coesione dell’unità nazionale e ritiene che la voce dei Comuni debba levarsi ancor più per rendere efficace il patto tra istituzioni e cittadini riguardo ai tanti problemi che stanno a cuore a ciascuno in tema di sicurezza, ambiente, salute, immigrazione, occupazione, casa.

“Ci attende una ripresa lenta, fragile e senza lavoro” ha detto Chiamparino, “il PIL italiano si attesta a circa -5% rispetto al 2008. Peggio di noi tra i grandi Paesi si colloca solo il Giappone”. Una congiuntura davvero problematica dove il ruolo del governo del territorio e le grandi città giocano una partita determinante.
Sulla base di un’indagine condotta da SWG per la Fondazione ANCI/CITTALIA vediamo che il 59% dei cittadini intervistati afferma di conoscere almeno una persona che ha perso il posto di lavoro in questi ultimi mesi dell’anno.
Non lo si può negare, è storia di ogni giorno il disagio sociale va crescendo sempre più. Il fenomeno è maggiormente evidente nel Mezzogiorno (l’indice di povertà assoluta è del 5,8%) ma per quanto riguarda la povertà relativa su tutto il territorio nazionale la percentuale passa al 12,8%.

“I costi della crisi stanno impoverendo il tessuto sociale dei nostri territori – ha affermato il neoeletto presidente dell’ANCI – anche con il rischio di tornare ad una disoccupazione a due cifre. Il dramma del lavoro rischia di acutizzarsi per i giovani, aggravando la fatica di creare una famiglia, di diventare genitori, di essere cittadini in una condizione di certezza, stabilità, libertà e dignità”.
Le città sono un contesto di vita significativo, i Comuni seguendo il principio di sussidiarietà hanno un grande compito da svolgere e Chiamparino a tale riguardo ha affermato “Voglio assumere l’impegno di promuovere una sessione in Conferenza unificata per discutere” con Governo, Parlamento e Regioni “le direttrici di un nuovo modello di welfare che sia coerente con un assetto federale che ponga alla base dell’amministrazione pubblica i Comuni”.

Sempre dai dati raccolti dalla Fondazione ANCI/CITTALIA, che ha effettuato interviste in alcuni Comuni capoluogo risulta che sono state adottate iniziative a sostegno dell’economia locale e delle famiglie a basso reddito, quali agevolazioni casa, aiuti sui servizi comunali, fidi per il piccolo commercio, sostegno alla riqualificazione professionale, prestiti d’onore. I Comuni, tutti i Comuni sono consapevoli della gravità della crisi che sta attraversando il nostro Paese e vogliono fare la propria parte con senso di responsabilità e cercando di assumere maggiori impegni nella piena reciprocità decisionale.

“Con grande franchezza – ha detto ancora Chiamparino – mi sento di poter dire a nome di tutti i Comuni italiani che, se non si chiuderanno positivamente tutte le questioni politiche di natura finanziaria aperte ormai da troppo tempo, tanti Comuni dovranno dichiarare una resa forzata davanti ai propri cittadini, tradendo loro malgrado il ruolo di ente di prima ed ultima istanza. Mi riferisco alla compensazione dell’ICI; ad una riduzione o diversa modulazione dell’obiettivo finanziario per il 2010, con un alleggerimento sul fronte della spesa per investimenti che consenta ai Comuni di spendere risorse a sostegno dell’economia; al tema della modifica delle sanzioni per il mancato rispetto del Patto di stabilità; all’adozione del decreto legislativo sul riordino della finanza comunale quale primo decreto attuativo della legge sul federalismo fiscale”.
Tutte queste richieste che l’ANCI porta avanti con convinzione e coerenza devono trovare adeguate risposte.

Fonte: www.anci.it