A Bologna la prima delle visite che l’Autorità garante infanzia e adolescenza Garlatti farà nelle strutture della rete SAI. Garlatti: “i comuni vanno aiutati con più risorse, al fine di poter assicurare un’accoglienza adeguata ai minori stranieri non accompagnati””. Il Delegato Anci all’Immigrazione Biffoni: “Pronti a lavorare in sinergia nell’interesse comune per la tutela dei minori”

“Tutti i minori hanno diritto di essere ascoltati. Non sempre quelli stranieri privi di adulti di riferimento
vengono interpellati direttamente dalle istituzioni, mentre questo è importante che accada, non solo per
assicurare la loro partecipazione ma anche per orientare le politiche di accoglienza e inclusione alla luce delle
loro esigenze. Per questo come Autorità garante ho iniziato a incontrare alcuni minori stranieri non
accompagnati presenti in Italia per promuovere l’esercizio del diritto all’ascolto e far emergere le loro
aspettative e i loro stati d’animo. Attraverso le loro opinioni si possono infatti individuare i possibili interventi
da proporre alle istituzioni”.

Così l’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, che ha incontrato nei giorni scorsi alcuni minori stranieri non accompagnati ospiti della comunità Casa Chirichù di Bologna.
Si tratta della prima di una serie di visite che nei prossimi mesi verranno effettuate nelle strutture del SAI, il
sistema di accoglienza e integrazione costituito dalla rete dei Comuni. L’iniziativa, promossa in collaborazione
con l’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci), l’Agenzia Onu per i rifugiati (Unhcr) e Unicef, è
destinata a coinvolgere diverse località del Nord, del Centro e del Sud Italia per tutto il 2022. All’incontro ha
partecipato una decina di ragazzi tra i 16 e i 17 anni, provenienti da Bangladesh, Costa d’Avorio, Egitto,
Albania e Tunisia, oltre a due ragazze somale. Studiano per lo più da elettricisti, cuochi e meccanici e
immaginano il loro futuro in Italia. Ai giovani Carla Garlatti ha assicurato che si farà “ambasciatrice delle loro
esigenze con le istituzioni centrali”.

“Ai bisogni dei ragazzi si risponde assicurando standard di servizi adeguati, per i quali occorrono fondi”, ha
inoltre sottolineato Carla Garlatti “per questo i comuni vanno aiutati con più risorse, al fine di
poter assicurare un’accoglienza adeguata ai minori stranieri non accompagnati”. L’esigenza di maggiori
finanziamenti – pure alla luce dell’emergenza Ucraina – è emersa anche dall’incontro che Garlatti ha avuto
nel municipio di Bologna, prima della visita alla struttura, con Luca Rizzo Nervo assessore comunale al
welfare, nuove cittadinanze e fragilità e con Matteo Biffoni, sindaco di Prato e delegato per l’immigrazione
dell’Anci. Alla riunione hanno partecipato Claudia Giudici, garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza
dell’Emilia-Romagna, Ivan Mei di Unicef e Giuseppe Lococo di Unhcr.

“Ringrazio la Garante Infanzia e adolescenza per la disponibilità a visitare i centri di accoglienza minori, partendo dall’esperienza di Bologna, dove il sistema della città metropolitana è un modello nazionale. Come emerso durante la visita, davanti a numeri importanti come quelli registrati già prima della crisi Ucraina anche un sistema così ben strutturato rischia di andare in difficoltà: servono molte risorse, oltre a un’ottima organizzazione. È necessario intervenire anche sugli arrivi non organizzati, soprattutto da altri territori italiani, tutelare i minori stranieri non accompagnati e anche le comunità che accolgono, perché gestire bene l’accoglienza dei minori significa sottrarli alla criminalità. L’attenzione della Garante è un segnale forte e importante per i Comuni che come Anci apprezziamo particolarmente, pronti a lavorare in sinergia nell’interesse comune per la tutela dei minori”.

Foto: garanteinfanzia.org