tagUK

Webinar MSNA

 

logoanci Logo SPRAR verticale gray

logoanci Logo SPRAR verticale gray

Dal placemaking al recupero degli “spazi indecisi”. Il fondamentale ruolo dei cittadini

altRipensare gli spazi pubblici puntando alla sostenibilità e alla qualità della vita è la filosofia del placemaking promossa dall’organizzazione no-profit Pps (Project for public spaces), attiva negli Usa, che aiuta i cittadini a creare spazi più funzionali alle proprie esigenze. Nata nel 1975 sulla base dell’esperienza e del lavoro di William (Holly) Whyte autore di The social life of small urban spaces, l’organizzazione ha concentrato i suoi studi sulle piccole realtà urbane realizzando progetti in oltre 2500 comunità americane. Il successo di Pps è dato principalmente dalla collaborazione instaurata tra organizzazioni pubbliche e private e associazioni cittadine animati tutti dal desiderio di riappropriarsi degli spazi pubblici rendendoli in maggior misura vivibili.

08 Mar 2011 0 comment  
  • dimensione font
Il termine placemaking fu impiegato a partire dagli anni Settanta perlopiù da architetti e urbanisti per descrivere quel processo di creazione di luoghi come piazze, parchi, strade e litorali in grado di attrarre le persone grazie ai propri servizi e a spazi a misura d’uomo. Il problema è che oggi esistono teorie, progetti e complesse tecniche di costruzione ma si è sostanzialmente persa la capacità di “fare gli spazi”, rimarcano gli studiosi.

L’esigenza di costruire insieme gli spazi a partire da un modello partecipativo di tipo bottom-up è una tendenza in atto anche nel nostro paese con l’iniziativa lanciata da “Spazi indecisi” in Romagna. Ma quali sono gli spazi indecisi? “Sono spazi indecisi i luoghi abbandonati, disabitati o dismessi, deantropizzati. Sono spazi indecisi i luoghi dimenticati dall’uomo e dalla nostra società per incuranza, in-cultura, o in attesa di un utilizzo migliore”, spiegano i promotori dell’iniziativa. Il progetto vanta la collaborazione di artisti, cittadini e urbanisti, che attraverso scatti fotografici catturano l’abbandono e l’incuria in cui versano alcuni edifici o aree urbane per realizzare una mappatura condivisa degli spazi. L’intento è quello di realizzare delle installazioni urbane nelle aree abbandonate per recuperarne l’estetica e le funzionalità.

I promotori del progetto, ispirandosi alle riflessioni del paesaggista francese Gilles Clément, guardano gli spazi sotto un altro punto di vista: da prodotti dell’attività umana a luoghi in grado di essere funzionali al benessere comune cosi da scoprire “una quantità di spazi indecisi, privi di funzione sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non appartiene né al territorio dell’ombra, né a quello della luce. Si situa ai margini”. La Romagna sarà il banco di prova di questo esperimento di recupero che si propone di assumere un carattere nazionale grazie soprattutto alle segnalazioni e alla partecipazione attiva dei cittadini.
Per approfondimenti

 

spacer

Newsletter

Vuoi essere sempre aggiornato sulle rubriche Cittalia? Iscriviti alla nostra mailing list e riceverai la raccolta dei temi principali del nostro portale con cadenza quindicinale.

Accetto i Termini e condizioni sulla Privacy

Abilita il javascript per inviare questo modulo

 

 

Contatti

  Via delle Quattro Fontane , 116 - Roma

  T: 06.76980811

  F: 06.87755008

  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Website Security Test

 

 

Contatti

  Via delle Quattro Fontane , 116 - Roma

  T: 06.76980811

  F: 06.87755008

  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Website Security Test

 

Dove siamo