Feed Rss https://www.cittalia.it Tue, 19 Feb 2019 00:28:38 +0100 Joomla! - Open Source Content Management it-it Commissione welfare Anci, rassicurazioni dal governo sul reddito di cittadinanza. Vecchi: "Regole chiare per far fronte a nuovi impegni" https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6517-commissione-welfare-anci-rassicurazioni-dal-governo-sul-reddito-di-cittadinanza-vecchi-regole-chiare-per-far-fronte-a-nuovi-impegni https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6517-commissione-welfare-anci-rassicurazioni-dal-governo-sul-reddito-di-cittadinanza-vecchi-regole-chiare-per-far-fronte-a-nuovi-impegni Commissione welfare Anci, rassicurazioni dal governo sul reddito di cittadinanza. Vecchi:

“Valutiamo positivamente i passi compiuti dal governo in questi giorni per accogliere le istanze dell’Anci ma restiamo preoccupati perché nelle condizioni date il provvedimento genererà nuovi oneri per i Comuni con difficoltà ad attuarli negli stretti tempi previsti”. Lo ha sottolineato il delegato Anci al welfare e sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi nel corso dei lavori della Commissione welfare, coordinata dalla presidente Edi Cicchi, che si è svolta il 14 febbraio nella sede dell’Anci.

Alla riunione, molto partecipata, ha preso parte anche il Direttore generale del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, Raffaele Tangorra che ha risposto alle domande poste dai rappresentanti dei Comuni sull’impatto della nuova misura nelle amministrazioni locali.
“E’ necessario evitare che il Reddito di Cittadinanza si riduca ad una semplice 'pensione' di cittadinanza – ha rimarcato Vecchi – con modeste risposte sia dai Centri per l’impiego sia dai servizi comunali. Per evitare questo i prossimi mesi vanno impegnati per aiutare i Comuni a realizzare i Patti di inclusione sociale e i Centri per l’impiego ad attuare i ‘Patti per il lavoro’. Servono quindi risposte a problematiche amministrative e assicurative che dovranno avere adeguate coperture finanziarie per poter ottemperare ai nuovi impegni”.
Il dibattito è proseguito con un confronto sulle principali criticità messe in evidenza dai Comuni come la questione del personale, dei controlli anagrafici e della realizzazione dei progetti di utilità sociale su cui, in particolare, Edi Cicchi ha sottolineato: “La realizzazione di progetti di pubblica utilità richiede un lavoro intersettoriale all’interno del Comune che coinvolge diversi uffici con un grande impiego di risorse non solo umane ma anche economiche. Basti pensare, ad esempio, ai costi a cui bisogna far fronte per garantire la sicurezza sul lavoro, la formazione dei volontari e tutta la strumentazione necessaria per la realizzazione del progetto”.
Cicchi ha concluso: “Stiamo pensando di organizzare dei seminari sui progetti di utilità sociale per mettere a sistema e condividere il patrimonio delle buone pratiche dei Comuni: esistono differenze fondamentali da Regione a Regione e mettere a sistema le buone pratiche realizzate potrà essere sicuramente utile per i territori”.
Nei giorni scorsi una delegazione dell'Anci, guidata dal presidente Antonio Decaro, ha incontrato il ministro Luigi Di Maio che ha rassicurato i Comuni sulle criticità e le proposte avanzate. Tra i temi al centro dell'incontro con il vicepremier, anche quello della sostituzione del personale dei Comuni che andrà in pensione con “quota cento”.
“Con i vincoli attuali nel reclutamento del personale – ha spiegato Decaro – l’uscita finora non prevista di tanto personale anziano, cioè di dirigenti, rischia di mettere in crisi i Comuni. Anche in questo caso, però, il ministro ci ha assicurato che il problema sarà affrontato a breve in conferenza unificata”.

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gallo.guest@cittalia.it (Cittalia) Welfare Mon, 18 Feb 2019 16:12:45 +0100
"Insieme contro la tratta": V Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta https://www.cittalia.it/index.php/immigrazione/item/6516-v-giornata-mondiale-di-preghiera-e-riflessione-contro-la-tratta https://www.cittalia.it/index.php/immigrazione/item/6516-v-giornata-mondiale-di-preghiera-e-riflessione-contro-la-tratta

Secondo le stime fornite dalle Nazioni Unite contenute nel recente Global report on trafficking in persons 2018 le vittime di tratta nel mondo sono oltre 40 milioni. Un numero che però potrebbe solo avvicinarsi ad una realtà ben più grave. Per sensibilizzare l’opinione pubblica su questo fenomeno ogni anno, l’8 febbraio, si celebra la Giornata mondiale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, nel giorno in cui la Chiesa ricorda Santa Giuseppina Bakhita, una suora canossiana di origine sudanese la cui vita è stata segnata dalla schiavitù e che per questo è divenuta simbolo universale dell’impegno della Chiesa contro la tratta.

Sul tema della tratta il Pontefice è già intervenuto in diverse occasioni con grande preoccupazione e quest’anno, durante la conferenza stampa di presentazione della Giornata, che si è tenuta il 7 febbraio presso la Sala Stampa della Santa Sede, è stato proiettato un video intitolato “Orientamenti Pastorali sulla Tratta di Esseri Umani” nel quale il Papa chiede di pregare “per l’accoglienza generosa delle vittime della tratta delle persone, della prostituzione forzata e della violenza”.

Il tema di quest’anno è “Insieme contro la tratta di persone” e in tutta Italia sono stati organizzati dal Comitato internazionale della diversi appuntamenti: a Roma, a partire dalle 18 la basilica di Sant'Antonio in via Merulana ospiterà una veglia di preghiera presieduta da padre Michael Czerny e padre Fabio Baggio, sottosegretari alla Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Per l’occasione, durante la veglia, parteciperanno alcune persone vittime di tratta che porteranno testimonianza delle loro storie. Domenica 10 febbraio, sempre a Roma, si svolgerà una marcia di sensibilizzazione che partirà alle 10 da Castel Sant’Angelo e si concluderà in piazza San Pietro alle 12 per partecipare alla preghiera dell’Angelus con Papa Francesco.

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frigo@cittalia.it (Alice Frigo) Immigrazione Fri, 08 Feb 2019 10:57:45 +0100
Reddito di cittadinanza, Vecchi: "Preoccupazione per l'impatto del decreto sui Comuni. Serve maggiore sostegno" https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6514-reddito-di-cittadinanza-vecchi-preoccupazione-per-l-impatto-del-decreto-sui-comuni-serve-maggiore-sostegno https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6514-reddito-di-cittadinanza-vecchi-preoccupazione-per-l-impatto-del-decreto-sui-comuni-serve-maggiore-sostegno Reddito di cittadinanza, Vecchi:

Una delegazione di Anci, guidata dal sindaco di Reggio Emilia e delegato al Welfare Luca Vecchi, composta dagli assessori di Napoli e Milano, Roberta Gaeta e Pierfrancesco Majorino, ha incontrato il 24 gennaio i tecnici del Ministero del lavoro per discutere del percorso attuativo del Reddito di Cittadinanza.


“Abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni per l’impatto della riforma sul ruolo dei Comuni i quali rischiano di non essere nella condizione di poter rispondere ai bisogni delle persone. Coinvolgere i Comuni nella predisposizione di progetti di utilità sociale con i beneficiari del Reddito di Cittadinanza (i cosiddetti lavori socialmente utili), così com’è attualmente previsto, - ha sottolieato Vecchi - richiede un chiarimento sulle ricadute operative amministrative e assicurative del sistema dei servizi sociali e una adeguata disponibilità di risorse per consentire ai Comuni di prendersi carico di situazioni di fragilità e costruire, magari insieme ai tanti soggetti del terzo settore, reali percorsi di impegno sociale o lavorativo dei beneficiari”.
Rispetto invece alla platea di beneficiari, Vecchi ha chiarito: “La riforma imposta con altrettanta chiarezza i percorsi di erogazione del sussidio, ma è attualmente debole nella possibilità di offrire adeguate e tempestive occasioni di impiego da parte dei Centri per l’impiego e occasioni di impegno sociale da parte dei Comuni”.
“E’ del tutto evidente – ha quindi concluso - che se questa parte della riforma non risultasse efficace si disperderebbero molte delle aspettative che la stessa ripone sul contrasto alla povertà. Per queste ragioni confidiamo che il confronto possa proseguire e aiutare il superamento dell’attuale grande preoccupazione che non vorremmo diventasse insoddisfazione per i cittadini”. 

 

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gallo.guest@cittalia.it (Cittalia) Welfare Fri, 25 Jan 2019 15:42:42 +0100
Pubblicata la graduatoria dei nuovi progetti MSNA ammessi al finanziamento https://www.cittalia.it/index.php/asilo-e-rifugiati/item/6513-pubblicata-la-graduatoria-dei-nuovi-progetti-msna-ammessi-al-finanziamento https://www.cittalia.it/index.php/asilo-e-rifugiati/item/6513-pubblicata-la-graduatoria-dei-nuovi-progetti-msna-ammessi-al-finanziamento Pubblicata la graduatoria dei nuovi progetti MSNA ammessi al finanziamento

Adottato dal Ministero dell’Interno il decreto per il finanziamento di nuovi progetti destinati a Minori stranieri non accompagnati nell’ambito del Sistema di Protezione per titolari di protezione internazionale e minori stranieri non accompagnati (SPRAR/SIPROIMI).  

Vai alla pagina del Ministero dell'Interno 

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g.galeone@cittalia.com (Giuseppe Galeone) Asilo e rifugiati Thu, 24 Jan 2019 17:26:18 +0100
Dal Fondo FAMI 30 milioni a sostegno dei Comuni per azioni rivolte a cittadini di Paesi terzi in condizione di particolare disagio https://www.cittalia.it/index.php/immigrazione/item/6512-dal-fondo-fami-30-milioni-a-sostegno-dei-comuni-nella-gestione-di-servizi-agli-stranieri https://www.cittalia.it/index.php/immigrazione/item/6512-dal-fondo-fami-30-milioni-a-sostegno-dei-comuni-nella-gestione-di-servizi-agli-stranieri Dal Fondo FAMI 30 milioni a sostegno dei Comuni per azioni rivolte a cittadini di Paesi terzi in condizione di particolare disagio

Pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno due avvisi per azioni denominate:

• Qualificazione del sistema di tutela sanitaria per i servizi rivolti ai cittadini di Paesi terzi portatori di disagio mentale e/o di patologie legate alla dipendenza

• Supporto agli Enti locali ed ai rispettivi servizi socio-assistenziali

Le due azioni - destinate a supportare i Comuni per l’attuazione di servizi rivolti a cittadini di paesi terzi vulnerabili o in condizione di particolare disagio – mettono a disposizione dei Comuni risorse finanziarie, a valere sui fondi Fami 2014-2020, per un importo totale di 30 milioni di euro.

I due avvisi pubblicati sul sito del Ministero dell’Interno hanno scadenza il 21 marzo 2019.

Vai agli avvisi pubblicati sul sito del Ministero dell'Interno

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frigo@cittalia.it (Alice Frigo) Immigrazione Tue, 22 Jan 2019 14:56:32 +0100
Mandato unanime a Decaro: “Lavoriamo a tre aprofondimenti tecnici e li portiamo a Conte” https://www.cittalia.it/index.php/asilo-e-rifugiati/item/6511-mandato-unanime-a-decaro-lavoriamo-a-tre-aprofondimenti-tecnici-e-li-portiamo-a-conte https://www.cittalia.it/index.php/asilo-e-rifugiati/item/6511-mandato-unanime-a-decaro-lavoriamo-a-tre-aprofondimenti-tecnici-e-li-portiamo-a-conte Mandato unanime a Decaro: “Lavoriamo a tre aprofondimenti tecnici e li portiamo a Conte”

“L’Anci non assume posizioni politiche e non si fa trascinare in campagna elettorale. Sul decreto sicurezza mai l’associazione dei Comuni ha inteso intaccarne l'impianto politico. Questo assunto, per me sempre chiaro, è stato ristabilito collettivamente durante i lavori del comitato direttivo che ho presieduto oggi”. Lo dichiara il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, al termine dell’organismo dell’associazione alla quale hanno partecipato circa cento sindaci, tra i quali quasi tutti i primi cittadini delle città maggiori, 27 dei quali hanno preso la parola. 

“Ho ricevuto il mandato pieno dal direttivo dell’associazione - riferisce Decaro - di presentare tre approfondimenti tecnici per ridurre l’impatto sui territori dell’applicazione del provvedimento. Della questione si occuperà una commissione interna rappresentativa delle diverse sensibilità politiche che porterà i risultati del suo lavoro al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, quando lunedì incontrerà una nostra delegazione sia sul dl sicurezza che sulla legge di bilancio”. I tre aspetti che il tavolo di lavoro, con mandato unanime del comitato direttivo, affronterà sono: conservare l’accesso allo Sprar dei soggetti vulnerabili (“lo stesso ministero dell’Interno - ha rilevato Decaro - con una circolare ha invitato a sorvegliare l’uscita dagli Sprar”); l’applicazione di modalità uniformi per la presa in carico dei richiedenti asilo da parte delle Asl;  il riconoscimento del diritto per i Comuni di conoscere numero, età e sesso delle persone ospiti nei centri di accoglienza. “E’ vero che il decreto fissa un termine di sei mesi per il riconoscimento dello status di rifugiato, ma sappiamo bene – ha evidenziato - che servono dai due ai tre anni per ottenere una risposta. Per questo è opportuno che, oltre la questura, anche gli amministratori abbiano informazioni sulla composizione dei nuclei familiari e sul turnover delle persone accolte perché dobbiamo essere in grado di programmare le nostre politiche sul territorio”. Infine, secondo l’Anci va fatta chiarezza anche sulla questione dei rimborsi assegnati ai Comuni per la gestione dei minori stranieri non accompagnati perché con 45 euro non è possibile coprire i costi da parte dei sindaci”.

Il direttivo si è occupato anche della legge di bilancio. Decaro ha ribadito che, malgrado alcune misure favorevoli come il ripristino dei fondi per il bando periferie, lo svincolo degli avanzi e lo stanziamento di 400 milioni per i piccoli Comuni, la spesa di parte corrente prevede nuovi tagli. “Come Associazione – ha ribadito Decaro - chiederemo un provvedimento urgente per evitare contenziosi e assicurare maggiori spazi di manovra. Le risorse sono fondamentali per assicurare il ruolo dei Comuni nella ripresa economica e nella gestione dei servizi locali”. Nello specifico le richieste dell’Anci riguardano: i 300 milioni di ristoro delle risorse venute meno nel passaggio dall’Imu alla Tasi (attualmente ne sono assegnati 190) il cui utilizzo non deve essere limitato alla parte di bilancio destinata agli investimenti; il mantenimento della percentuale di accantonamento per il Fondo crediti dubbi esigibilità al 75%, in caso di rispetto dell’obiettivo di migliorare la capacità di riscossione, o in caso contrario all’80%; anticipazione tesoreria a 5/12; abolizione della sanzione accantonamento obbligatorio per tempi pagamento; apertura di un nuovo riaccertamento straordinario; recupero di 560 milioni del taglio del dl 66 in modo graduale.

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g.galeone@cittalia.com (Giuseppe Galeone) Asilo e rifugiati Thu, 10 Jan 2019 17:49:18 +0100
#Welfare - Bonus bebè esteso ai nati 2019 https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6510-famiglia-bonus-bebe-esteso-ai-nati-2019 https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6510-famiglia-bonus-bebe-esteso-ai-nati-2019 #Welfare - Bonus bebè esteso ai nati 2019

Il Bonus bebè viene esteso anche ai figli nati o adottati dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, fino al compimento del primo anno di vita o di adozione. In caso di figlio successivo al primo, l’importo del bonus è aumentato del 20 per cento.

E’ quanto prevede l’art. 23 quater del testo del Decreto Legge 23 ottobre 2018, n. 119 (cd. “DL Fiscale”), coordinato con la Legge di conversione 17 dicembre 2018, n. 136, recante «Disposizioni urgenti in materia fiscale e finanziaria», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 293 del 18 dicembre 2018.

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frigo@cittalia.it (Alice Frigo) Welfare Fri, 21 Dec 2018 21:59:12 +0100
Giornata Internazionale del Migrante https://www.cittalia.it/index.php/immigrazione/item/6509-giornata-internazionale-dei-migranti https://www.cittalia.it/index.php/immigrazione/item/6509-giornata-internazionale-dei-migranti Giornata Internazionale del Migrante

Il 18 dicembre si celebra la Giornata Internazionale del Migrante, istituita nel 2000 dalle Nazioni Unite. La data fu scelta per ricordare l’approvazione della Convenzione Internazionale sulla Protezione dei Diritti dei Lavoratori Migranti e dei Membri delle Loro Famiglie e riflettere sul fenomeno migratorio e sulle tematiche ad esso legate.

Il testo, composto di novantatre articoli che riconoscono la specifica situazione di vulnerabilità dei lavoratori migranti e promuove condizioni di lavoro e di vita dignitose e legittime, fu infatti approvato il 18 dicembre del 1990 dall'Assemblea delle Nazioni Unite dopo un lungo lavoro in seguito ad un fatto molto grave: nel 1972 un camion, che ufficialmente avrebbe dovuto trasportare macchine da cucire, ebbe un incidente sotto il tunnel del Monte Bianco e nell’impatto persero la vita 28 lavoratori originari del Mali che si erano nascosti nel rimorchio e viaggiavano da giorni verso la Francia alla ricerca di un lavoro e di migliori condizioni di vita.

Nei novantatre articoli si vietano le discriminazioni, i trattamenti disumani e lo sfruttamento. Si garantirono, invece, i diritti fondamentali come l’accesso alle cure e l’istruzione di base per i figli dei lavoratori migranti. La Convenzione, fornisce, inoltre, una guida per l’elaborazione di politiche nazionali in materia di migrazione, basate sul rispetto dei Diritti Umani. E ancora, propone una serie di disposizioni per combattere gli abusi e lo sfruttamento dei lavoratori migranti e delle loro famiglie nel processo migratorio.

In occasione della Giornata Internazionale del Migrante l’OIM -International Organization for Migration – organizza ogni anno il Global Migration Film Festival coinvolgendo più di 100 paesi in tutto il mondo. Nel corso degli anni il Festival è stata un'occasione per presentare film e documentari sulle promesse e sulle sfide poste dal fenomeno della migrazione, ma è stato anche un modo creativo per trattare uno dei più grandi fenomeni del nostro tempo. Il tema scelto quest'anno è l’incontro e sarà raccontato a Roma da due film entrambi proiettati al Cinema Apollo 11 (vedi il programma qui). 

Sempre oggi Osservatorio Diritti pubblica 18 foto di Luca Prestia che faranno poi parte della mostra Beyond the border, inaugurata a Bolzano venerdì 21 dicembre prossimo. I diciotto scatti ritraggono volti e oggetti di persone che ogni giorno da Ventimiglia cercano di raggiungere la Francia o la Gran Bretagna, “un modo per celebrare con le immagini la vita di chi è costretto a fuggire dal proprio Paese e dai propri affetti” si può leggere sul sito

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frigo@cittalia.it (Alice Frigo) Immigrazione Tue, 18 Dec 2018 10:19:32 +0100
Giornata mondiale dei diritti umani - Biffoni: "Conoscere e diffondere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che quest’anno compie 70 anni, farà compiere all'umanità passi significativi verso comunità che rispettino ogni donna e ogni uomo" https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6508-giornata-mondiale-dei-diritti-umani https://www.cittalia.it/index.php/welfare/item/6508-giornata-mondiale-dei-diritti-umani Giornata mondiale dei diritti umani - Biffoni:

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: «Il riconoscimento a livello globale che tutti gli esseri umani nascono liberi e godono di inalienabili e uguali diritti rappresenta oggi un principio che precede gli stessi ordinamenti statali. Il rispetto della dignità della persona non è, infatti, dovere esclusivo degli Stati, bensì un obbligo che interpella la coscienza di ciascuno. Tutti sono chiamati a darne quotidiana e concreta testimonianza».

Settant'anni fa, il 10 dicembre 1948, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite firmava la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. All’epoca l’ONU era formata da 58 Paesi, 48 votarono a favore e firmarono il documento, 2 non erano presenti al voto e 8 si astennero, nessuno votò contro. Redatta dopo gli orrori della seconda guerra mondiale, con i suoi 30 articoli, preceduti da un preambolo, la Dichiarazione Universale sanciva così i diritti individuali, civili, politici, economici, sociali e culturali di ciascun individuo. 

Da quel giorno ad oggi, ogni anno il 10 dicembre si celebra la Giornata Mondiale dei Diritti Umani con lo scopo di educare e sensibilizzare tutti al rispetto dell’uomo in quanto tale e a ricordare i passi compiuti dalla società verso il rispetto di tutti gli esseri umani contro la schiavitù e la soppressione dei diritti individuali. 

Anche quest’anno il tema scelto è “Stand up for someone’s rights today” e ricorda come la promozione del rispetto dei diritti umani è responsabilità di ogni singola persona che fa parte della società civile.

Per l’occasione gli Storytellers for Peace (Narratori per la Pace), la rete internazionale nata nel 2016 e formata da artisti provenienti da tutto il mondo, racconta tutti e 30 gli articoli nella rispettiva lingua d’origine e ricordare che i diritti umani riguardano tutti, non solo le istituzioni, i giornalisti o gli addetti ai lavori.

«Celebrare la giornata mondiale per i diritti umani è soprattutto l’impegno a conoscere questi diritti», ha detto Matteo Biffoni, delegato Anci per l'Immigrazione e le politiche per l'integrazione e sindaco di Prato, «essere consapevoli della loro universalità e indisponibilità, della loro esistenza in quanto indissolubilmente connaturata all’esistenza stessa delle persone. Che la loro difesa e il loro rispetto sarà reale quanto più li sentiremo parte di ciascuno di noi, quanto più la loro violazione rappresenterà per noi uno scandalo, quanto più noi stessi ci sentiremo parte di questa umanità violata. Violata» ha proseguito Biffoni, «dalla disuguaglianza, dalla discriminazione, dalla schiavitù, dalla tortura, dal caporalato, dalla pena di morte, dalla violenza sulle donne e da quella che le vuole spose bambine, dalla censura, dalla repressione del dissenso, dalle guerre, dalle persecuzioni, dalla guerra. Un’umanità fatta di individui, le donne, gli uomini, le bambine e i bambini, la cui vita quotidianamente è violata dagli abusi sessuali, dallo sfruttamento nel lavoro, dall’annientamento del loro pensiero, dallo strazio dei loro corpi per espiantarne organi. Sono solo alcuni degli orrori», ha concluso Biffoni, «cui corrispondono diritti umani violati, il cui elenco è ancora troppo lungo. Solamente se, oltre agli Stati, ciascuno di noi terrà accesa la luce su queste violazioni e sulle storie delle vittime, impegnandosi a conoscere e diffondere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, che quest’anno compie 70 anni, l’umanità potrà compiere passi significativi verso comunità che rispettino ogni donna e ogni uomo».

Numerose le iniziative in programma per oggi in tutto il mondo e in Italia. Alle 10:30 a Roma si terrà la presentazione del rapporto di Amnesty International “La situazione dei diritti umani nel mondo. Il 2018 e le prospettive per il 2019”, un’analisi che fornisce un’istantanea della situazione dei diritti umani nel mondo nel 2018 attraverso panoramiche regionali. Dal rapporto emerge che quest’anno è stato caratterizzato dalla forte risposta delle donne attiviste che in ogni parte del mondo sono state in prima in prima linea nella battaglia per i diritti umani.

Su Radio 3, dal 1° al 31 dicembre, durante i programmi Fahrenheit e in apertura di Radio3 Suite andrà in onda la “Biblioteca dei diritti” durante la quale 30 intellettuali scelgono un libro che rappresenta, anche in senso lato, uno dei trenta diritti sanciti dalla Dichiarazione e ne consiglia la lettura.

Leggi La dichiarazione universale dei diritti umani.

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frigo@cittalia.it (Alice Frigo) Welfare Mon, 10 Dec 2018 11:42:14 +0100
Il sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati, il cosiddetto Sprar, è l' unico modello da seguire https://www.cittalia.it/index.php/asilo-e-rifugiati/item/6507-il-sistema-protezione-richiedenti-asilo-e-rifugiati-il-cosiddetto-sprar-e-l-unico-modello-da-seguire https://www.cittalia.it/index.php/asilo-e-rifugiati/item/6507-il-sistema-protezione-richiedenti-asilo-e-rifugiati-il-cosiddetto-sprar-e-l-unico-modello-da-seguire Il sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati, il cosiddetto Sprar, è l' unico modello da seguire

ilfattoquotidiano.it fa un resoconto della posizione di tanti Comuni italiani che hanno espresso con mozioni e ordini del giorno la contrarietà al decreto 113/2018, convertito in legge (132/2018). Scrive il fatto quotidiano: “Da Milano all' ultima aggiunta di Roma, da Parma e Firenze fino a Palermo. “L'Anci annuncia un osservatorio sull' impatto sociale ed economico: "Rischiamo maggiori spese per 280 milioni l' anno".  "La nostra Commissione immigrazione ha approvato all' unanimità un documento in cui sono evidenziate le principali criticità del decreto", spiega a ilfattoquotidiano.it il presidente Antonio Decaro . Fra i membri ci sono sindaci, assessori e consiglieri di tutta Italia. Come Silvana Romano , assessora a Gorizia in giunta di centrodestra, o Laura Baldassarre , assessora alla Persona, scuola e comunità solidale del comune di Roma”

repubblica.it riferisce le parole (anche in video) del ministro Salvini in audizione davanti la Commissione Shengen:” "Ricordo che il decreto sicurezza non è retroattivo: quindi tutti i percorsi Sprar iniziati vanno a compimento. Non si butta fuori nessuno la notte della vigilia di Natale: chi è nello Sprar arriva alla fine del percorso Sprar, se uno ha ancora un anno sta lì un anno".

Il Foglio pubblica un reportage al progetto Sprar di Ponte di Nona a Roma. Scrive: "Il sistema protezione richiedenti asilo e rifugiati, il cosiddetto Sprar, è l' unico modello da seguire", ci ripete l'assessore alle Politiche Sociali Laura Baldassarre, nei giorni di polemica ad alta e bassa intensità con Matteo Salvini e il suo decreto (compreso una mozione, votata martedì in Campidoglio che chiede al Viminale di riflettere "su gli effetti in concreto del provvedimento"). Per capire che significhi in concreto, basta entrare in uno dei tre edifici in mattoni arancioni, infissi in ferro e pannelli solari sui tetti, del centro "Bakhita" a Ponte di Nona, estrema periferia est della Capitale. In questo Sprar, in questa struttura che il comune ci consente di visitare, vivono venticinque famiglie in altrettanti appartamenti. Ci sono nigeriani, egiziani, siriani, armeni, libici, persino una famiglia venezuelana. Dei settantaquattro ospiti, trentacinque sono bambini, ma ci sono anche coppie senza figli e nuclei famigliari formati invece da un solo genitore. Gli adulti studiano l' italiano e cercano lavoro, mentre i bambini vengono inseriti nelle scuole del quartiere. Una riduzione della possibilità di accesso allo Sprar, ci spiega l' assessore Baldassarre, non potrebbe che avere l' effetto di far pesare i costi dell' accoglienza sugli enti locali. Che sono già in difficoltà. E potrebbe avere ricadute inim maginabili, e persino di segno opposto al "rigorismo" che il decreto Salvini intende (teoricamente) imporre in tema d' immigrazione. "In questo momento", spiega Baldassarre, "viene assicurata non solo l' accoglienza, ma vengono messi in opera anche tutti quei servizi fondamentali all' integrazione e all' inse rimento sociale di queste persone". Senza, che accadrebbe? Meno integrazione significa più guai: disperazione, emarginazione, criminalità.” "Questo sistema ci consente anche di programmare l' accoglienza", ci spiega l' assessore Baldassarre. Consente ai comuni di non esserne sopraffatti. "I numeri sono chiari in partenza e ciò permette di garantire un' accoglienza diffusa su tutti i territori del paese e della regione". Ma se funziona perché stravolgere tutto? Per ideologia? Propaganda? Esibizione muscolare?

il manifesto pubblica un articolo dall’inviato a Sessa Aurunca, comune in provincia di Caserta, che racconta dello Sprar locale all’indomani della conversione in legge (132 /2018) del decreto Immigrazione (113/2018). Scrive il quotidiano: “Lo Sprar fitta tre appartamenti, ognuno destinato a un singolo nucleo familiare, più un' abitazione per sei persone, due per stanza.” “Lo Sprar fornisce agli ospiti un buono per fare la spesa così si cucinano da soli nell' appartamento, poi hanno 15 euro di pocket money a settimana e un contributo extra per il vestiario, fanno corsi di italiano per poter prendere la licenzia media ma chi vuole continua. I minori vanno a scuola, gli adulti fanno corsi di inserimento al lavoro che a Sessa ruota intorno alle aziende agricole: pesche d' estate, ulivi, viti e mele d' inverno

corriere.it sulla mozione votata a Roma. Riporta le parole dell’intervento della prima firmataria Maria Agnese Catini (m5s): «Il decreto potrebbe avere effetti devastanti sul territorio, va a smantellare il circuito Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) di cui siamo orgogliosi perché prevede concentrazioni minime, distribuzione equa e percorsi di inclusione»

Il Corriere Adriatico scrive che il presidente di Anci Marche “Maurizio Mangialardi, come sindaco di Senigallia, aveva espresso dure critiche al Decreto sicurezza, secondo lui «ispirato dal cinismo, con l' irresponsabilità di chi alimenta ad arte la xenofobia per specularci politicamente», soprattutto nella parte che «prevede l' eliminazione della protezione umanitaria, con un inevitabile aumento del numero degli stranieri irregolari». Molto grave, per Mangialardi, «il depotenziamento degli Sprar, sistema di accoglienza diffusa gestito dai Comuni».

Diversi siti web riportano la dichiarazione di Luigi Di Maio a “Stasera Italia”, trasmissione di Rete4: "Nel decreto sicurezza ci siamo accertati che si facessero due cose: che gli Sprar rimanessero aperti e che il sistema delle cooperative debba rendicontare tutti i soldi che prendono: c'era un business sull'immigrazione. Il sistema dell'accoglienza non deve essere un business ma deve garantire l'accoglienza delle persone e ci riusciremo"

Il Cittadino racconta la vicenda di una donna nigeriana , con permesso umanitario fino al 2020, che insieme alla sua bambina di otto mesi è uscita dal Cas di Meleti che le ospitava, ma non potendo entrare nello Sprar, riservato a rifugiati e minori non accompagnati, si è trovata per strada. Scrive il Cittadino: “il caso è letteralmente arrivato alla porta del Consorzio dei Servizi alla Persona di Lodi e del presidente Giancarlo Cordoni, dato che, in cerca di una soluzione di emergenza, la donna e il piccolo sono arrivati nella sede di Lodi dell' azienda consortile. «Ci siamo attivati immediatamente per capire come poter aiutare questa donna, perché davanti a situazioni del genere non ci si può voltare dall' altra parte - sottolinea Cordoni - : parliamo di una madre con un bambino di otto mesi, senza un tetto. Abbiamo cercato una soluzione temporanea, ricontattando la coop, per chiedere disponibilità ad un' accoglienza tampone. Intanto però abbiamo sentito il sindaco di Meleti, che si trova nella condizione di molti altri sindaci, ovvero con strutture di accoglienza sul territorio arrivate senza concertazione e che oggi si trovano a dover fronteggiare vere e proprie emergenze sociali». “La Prefettura di Lodi, contattata nel pomeriggio, ha chiarito che «i Cas sono strutture per i richiedenti protezione internazionale per cui non può essere ospitato chi ha ottenuto il titolo, come è il caso della signora. Dopo un periodo di proroga, molto stretto, deve lasciare la struttura, perché altrimenti saremmo in violazione della legge 142 del 2015». Che gli stranieri potessero restare nei Cas solo in attesa della risposta della commissione, era insomma noto, «ora gli Sprar non accolgono più i titolari di permessi umanitari e tutte le prefetture stanno chiedendo delucidazioni su come procedere. Oggi non siamo in condizione di assicurare un' accoglienza, anche a dei minori, se accompagnati: hanno dei genitori che devono provvedere al loro sostentamento, senza contare che anche il sistema dello Sprar è temporaneo e ha un termine, oltre il quale i soggetti devono rendersi autonomi. Lo Stato interviene in caso di minori non accompagnati».

Roma Today.it riprende le parole del consigliere comunale di Roma Stefano Fassina all’indomani della mozione approvata dal consiglio comunale che chiedeva la sospensione del decreto.“Anche l'Anci, che rappresenta i Comuni italiani, ha preso posizione contro questo decreto. Ad oggi, con tutti i limiti e le contraddizioni che conosciamo e con la necessità di limitare i flussi migratori, il sistema degli Sprar distribuito sul territorio ha funzionato. Il dl Sicurezza ridimensiona moltissimo questi centri. Una parte dei migranti che stava negli Sprar rimarrà in giro per la città, con dei problemi molto seri da gestire per i Comuni. L'Anci ha stimato che ci vorranno 200 milioni di euro in più per i comuni per gestire questo problema.“

Famiglia Cristiana pubblica un articolo sul lavoro nero in Italia. Parla il presidente del patronato Acli Emiliano Manfredonia: «Per non parlare del fatto che vi sono tutta una serie di norme approvate dal decreto sicurezza che porteranno almeno centomila richiedenti asilo a essere irregolari. Non potendo più godere dei programmi Sprar di protezione umanitaria diventeranno manodopera facile ed entreranno nelle fila del lavoro nero».

varesenews.it riferisce che Francesca Ciappina a nome del gruppo Pd presenta una mozione al Consiglio comunale di Varese per chiedere tra l’altro, come hanno già deliberato tanti altri comuni, l’ampliamento del sistema di accoglienza SPRAR

L’Unione Sarda torma  sulla questione Cpr di Macomer. Il sindaco Antonio Soccu:” «Se nel nuovo bando annunciato dalla Prefettura per la gestione del Cpr ci fossero modifiche sostanziali rispetto ai patti sottoscritti, la nostra opposizione sarà dura e decisa». “Vigileremo perchè si realizzi una struttura di eccellenza e non un lager, dove siano rispettate le due conchzioni che abbiamo sempre posto: sicurezza massima per la popolazione e rispetto della dignità degli ospiti». “Altro punto importante di cui il ministero e la Regione devono tener conto, riguarda l'adesione al sistema Sprar (accoglienza diffusa), che assieme al Cpr ci libera da eventuali centri di accoglienza quali i Cas”. Un boxino ricorda che 7 comuni su 10 (si deduce che siano della provincia di Nuoro: sicuramente Nuoro e Austis e poi nell’Unione di Comuni Marghine ci saranno gli altri).

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g.galeone@cittalia.com (Giuseppe Galeone) Asilo e rifugiati Thu, 06 Dec 2018 18:18:18 +0100