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L’aumento dei Comuni che hanno aderito alla rete Sprar ha contribuito ad alleggerire i grandi centri di accoglienza

11 Ott 2018 0 comment

“Da martedì il provvedimento che porta il nome del ministro degli Interni Salvini è all'esame della Commissione Affari costituzionali del Senato e per il 25 ottobre potrebbe arrivare in aula per il voto” si legge oggi su Il Manifesto che riferisce della Conferenza Stampa che ieri 10 ottobre i Radicali italiani hanno tenuto alla Camera insieme a Arci, all’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), a Oxfam e ad altri promotori delle campagne “Ero straniero” e WelcomingEurope (iniziativa dei cittadini europei ancora in corso e che si può firmare sul sito della campagna) “per sottolineare la «pericolosità»di alcune delle misure inserite nel testo”.

“«Il decreto riduce i compiti del sistema Sprar e attribuisce maggiori poteri ai prefetti», spiega Salvatore Facile, avvocato dell’Asgi. «La conseguenza è che si rischia di creare nelle periferie dei centri abitati proprio quello che in passato si è voluto eliminare, vale a dire mega concentrazioni di richiedenti asilo con grave disagi per le popolazioni»”.

Smantellamento del Sistema di protezione per i richiedenti asilo, forte rischio che si creino migliaia di migranti irregolari con la cancellazione della protezione umanitaria e introduzione di misure “incostituzionali” per cancellare le quali serviranno probabilmente anni. «Il decreto sicurezza produce insicurezza. E’ un provvedimento che toglie diritti ai migranti e crea forti disagi agli italiani», avverte la senatrice di +Europa Emma Bonino”. «Il decreto Salvini è un misto di insipienza e di cattivismo ed ha un preciso scopo: quello della campagna elettorale», aggiunge Bonino.

Conclude Il Manifesto: “La scommessa, difficile visti i numeri in parlamento, è di riuscire a modificare il testo cancellando almeno le misure più pericolose”.

La Gazzetta di Parma fa il punto sulla presenza dei migranti nel Comune di Salsomaggiore e nella sua frazione di Tabiano con il Sindaco Filippo Frittelli:  «Attualmente i profughi sono 150, dislocati in 4 realtà del territorio – spiega Fritelli -: l’associazione Talita Kum, le cooperative Codeal e Xenia, e Villa Bianca. Dispiace che il governo abbia voluto bloccare gli Sprar (Il sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) - aggiunge il primo cittadino - che dovevano portare dalla seconda metà del 2018 una riduzione a 80-85 unità con un coinvolgimento pubblico».

Il 18 ottobre si celebrerà la Giornata europea contro la Tratta. Padovaoggi.it intervista l’assessora al sociale e politiche di genere e pari opportunità  del Comune di Padova Marta Nalin.

«Lo sfruttamento di prostituzione e lavoro è un reato e le vittime di tratta sono soggetti fragili che vanno tutelati. Tra loro spesso ci sono migranti e quindi per l’emersione di questo fenomeno è fondamentale che ci sia un buon progetto di accoglienza: lo svilimento e la riduzione del progetto Sprar, unico progetto di accoglienza controllato dagli enti locali, rende più difficile questo lavoro di emersione e denuncia delle organizzazioni dello sfruttamento».

Il Giornale di Vicenza intervista Marco Minniti in occasione di un incontro-intervista con il giornalista Gian Antonio Stella che avverrà stasera a Valdagno.

Sul tema immigrazione e decreto: “A proposito di Salvini: il decreto che porta il suo nome prevede l’abolizione della protezione umanitaria. Come giudica questa scelta? «Lo chiamano decreto sicurezza, in realtà sarà il decreto dell’insicurezza. Se cancelli il diritto alla protezione umanitaria, che stabiliva diritti e doveri, produci marginalità e clandestinità. Saranno 80 anni di problemi, perché la marginalità avvicina alla criminalità. Peraltro, con l’abolizione del sistema di accoglienza diffusa, lo Sprar, si favoriranno i grandi centri di accoglienza, i quali non producono mai integrazione. Sono i figli della mancata integrazione che hanno fatto gli attentati in Europa, figli di Paesi che hanno imboccato, anni fa, la strada della marginalità. Se così stanno le cose, perché il governo avrebbe scelto questa via? Loro sanno che hanno vinto le elezioni su questo tema, cavalcando la rabbia e la paura. Sono i due sentimenti più popolari, che la sinistra non ha saputo ascoltare. La destra, dopo aver intercettato un consenso, ora usa la strategia della tensione comunicativa per tenerlo agganciato a sé. Si spiega così la chiusura dei porti, nonostante i flussi fossero già calati dell’80 per cento».

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