Firmata intesa tra Miur, Cittalia e Comitato 3 Ottobre per permettere agli studenti e ai richiedenti asilo di conoscersi

In occasione dell’incontro di oggi 23 gennaio 2018 del ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli con le ragazze e i ragazzi del progetto “L’Europa inizia a Lampedusa” è stato firmato un protocollo d’intesa tra Miur, Cittalia e Comitato 3 Ottobre atto a promuovere, come recita il titolo del documento, “attività di sensibilizzazione sui processi di accoglienza e di integrazione”.

A questo accordo voluto per “creare occasioni di scambio interculturale e conoscenza reciproca tra studenti italiani e migranti, rifugiati e richiedenti asilo , loro coetanei” e “migliorare il livello di conoscenza sul sistema di accoglienza italiano ed europeo” hanno partecipato oltre al ministro Fedeli anche Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 Ottobre, nato dopo il naufragio del 3 ottobre 2013 al largo di Lampedusa, e Luca Pacini, direttore di Cittalia.

Erano presenti anche Maria Assunta Rosa, autorità Responsabile FAMI, Salvatore Martello, sindaco di Lampedusa e di Linosa e Carlotta Sami, portavoce UNHCR per il Sud Europa.

Durante l’evento di oggi, il secondo di una due giorni di dibattiti ed incontri, i ragazzi del progetto promosso dal Miur in collaborazione con il Comitato 3 Ottobre (con l’impegno del Fondo Asilo Migrazione e Integrazione (Fami) gestito dal Ministero dell’Interno) che ogni anno in autunno porta un nutrito gruppo di studenti sull’isola di Lampedusa per promuovere la cultura dell’accoglienza attraverso l’incontro con i migranti ospitati nelle strutture di accoglienza, hanno portato all’attenzione di tutti le loro esperienze dirette e le loro idee per migliorare il progetto e rafforzarlo a livello europeo.

E’ in questo scenario che si è giunti alla firma del protocollo. Uno degli obiettivi è di organizzare occasioni di reciproco scambio culturale anche attraverso iniziative congiunte dentro e fuori la scuola che veda coinvolti tutti per un dialogo interculturale e uno scambio di conoscenza reciproca con i richiedenti asilo. Nel testo si prevede che gli stessi richiedenti asilo possano andare nelle scuole per raccontare le loro storie personali e fare in modo che i ragazzi facciano esperienza indiretta di cosa significa lasciare il proprio paese per cercare una vita migliore in un altro.

 

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