Durezza dell’acqua: indagine Cittalia-Coop
L’obiettivo dell’analisi realizzata da Cittalia per conto di Coop Italia è quello di verificare se i dati sulla qualità dell’acqua che sgorga dal rubinetto di casa fossero o meno disponibili e facilmente accessibili per tutti i cittadini, almeno riguardo alle principali componenti chimiche e organolettiche che si trovano descritte sull’etichetta delle acque in bottiglia.
La mappa presentata mostra la durezza dell’acqua (misurata in gradi francesi, °f) nei comuni facenti parte dell’indagine. Nel caso in cui su uno stesso comune operi più di una azienda, il valore è stato calcolato come media delle durezze dell’acqua di ogni ente gestore.
Possiamo notare come le acque di comuni del centro nord siano, in media, maggiormente dure di quelle del centro sud. Specialmente in pianura Padana, città come Venezia, Verona, Vicenza, Milano e Asti mostrano una durezza dell’acqua tra i 23 e i 32°f, ovvero tra i 230 e 320 mg di carbonato di calcio per litro d’acqua. Al di sotto del Po, luoghi come Fidenza (Pr), Forlì, Empoli (Fi) e Livorno addirittura registrano un’acqua dura, ovvero tra i 33 e 54°f.
I valori accettabili per legge sono quelli compresi tra 10 e 50°f, ed è interessante quindi notare come nessuna città di quelle facenti parte dell’indagine risulta al di sopra di tale soglia, mentre alcuni comuni si posizionano anche ben al di sotto di tale soglia. Notiamo infatti che Como ha una durezza dell’acqua di 83 mg per litro d’acqua, valore simile a quello di Mortara (Pv). Merano e Bressanone, entrambi in Alto Adige, addirittura registrano rispettivamente 7.6 e 4.0°f, i valori in assoluto più bassi tra le 167 città considerate.
Bisogna però sottolineare che in 82 comuni su 167 non è stato possibile rilevare tale indicatore.

