Guida alla Genova pop. Itinerari consigliati e collaudati

Undici diversi itinerari fuori dalle guide turistiche per scoprire una Genova fatta di persone che rappresentano il motore della città. Sono i nuovi percorsi urbani proposti da Marta Vincenzi nel suo libro “Guida alla Genova pop. Itinerari consigliati e collaudati” (edito De Ferrari) in cui prova a raccontare la città guardandola in una prospettiva diversa da quella di amministratore locale. Dopo aver ricoperto il ruolo di consigliere comunale ed assessore, per poi diventare presidente di Provincia e sindaco, Marta Vincenzi spiega le ragioni che l’hanno portata a scrivere: “Ho scritto gli itinerari di Genova pop per rinnovare il mio amore verso questa città. Lo sguardo da politico-amministratore con cui l’avevo scrutata negli ultimi vent’anni non mi rimandava che immagini sfuocate (…)”. Così nel testo si racconta della rinascita di via Balleydier, dell’esperienza di Pietro pensionato dell’Ilva che di notte fa il pescatore, dello sciroppo di rose e amarene prodotto dai contadini della Vesima, di un prodigioso medicamento (il cannello di zolfo) e dell’interessante caso della fabbrica del riciclo. Nell’itinerario dedicato all’elicoidale in via Balleydier Vincenzi descrive la rinascita del quartiere Sampierdarena la Manchester d’Italia, una zona che fu molto importante per lo sviluppo industriale dell’Italia. Il quartiere ha una storia affascinante e poco conosciuta fa notare l’autrice: “Ballaydier Luois fu rampollo di una famiglia di geniali ingegneri francesi che dettero un contributo fondamentale all’applicazione della metallurgia. Creatori nel 1887 della prima fabbrica e altoforno a Sampierdarena, poi assorbita dal gruppo Ansaldo”. Fino al 2010 l’area ha però sofferto di un forte degrado urbano fino a quando Music for Peace “non riuscì a sistemare qui la sua sede”. Oggi l’area vuole rinascere grazie all’associazione e ai suoi volontari che hanno stabilito la loro sede nella zona in un palazzo completamente ristrutturato con materiali di riciclo e a costo zero. Sono state così organizzate attività, festival e incontri per coinvolgere la cittadinanza e creare quel senso di comunità che sembrava perso. Il viaggio continua nel percorso delle meraviglie in Val Polcevera: bisogna arrivare a Campi in Val Polcevera per scoprire l’itinerario green della città. Vincenzi racconta dell’interessante esperienza di Giovanna, la “mamma del riciclo”a Genova, che ha fatto del concetto del riuso e del risparmio lo strumento per creare occupazione. “Io ci sono arrivata passando per l’urbanistica e smart city, lei inventandosi la fabbrica del riciclo”, scrive l’autrice. La fabbrica è organizzata in zone, c’è la zona in cui i materiali in arrivo vengono catalogati e separati, la seconda è dedicata al restauro e nella terza c’è la parte espositiva. E’ interessante notare che il prezzo di vendita viene stabilito da esperti e l’incasso è a favore dell’Unicef secondo una convenzione firmata nel 2010.
“Ma cosa ci trovi a Genova di unico e irripetibile? Il mare, il porto, la struttura verticale, il centro storico?” E’ probabilmente l’itinerario che comincia in via Erzelli al numero 9, dove si può scoprire l’arcano legato alla produzione del cannello di zolfo un antico medicamento utilizzato soprattutto ai tempi della Repubblica marinara e di cui i genovesi vanno fieri.
Il libro si chiude con l’ultimo itinerario dedicato alla legalità: “Il tour forse più difficile (…) che si sviluppa attraverso luoghi dove ci si comporta bene non perché si teme di essere identificati e puniti ma perché spinti dall’urgenza di superare le umiliazioni”. Così si legge dell’esperienza della scuola di italiano per stranieri gestita dalla Comunità di Sant’Egidio in via Canneto il Lungo numero 22. Itinerario esempio di integrazione e cittadinanza democratica. “I diritti saranno anche universali ma per pretenderli bisogna esprimerli nella lingua locale magari farcita con un po’ di genovese”.
Percorsi inediti quelli individuati da Vincenzi che contribuiscono a disegnare e a far scoprire il volto della vera Genova la cui ricchezza è rappresentata dal suo capitale umano.