A piedi lungo le strade più trafficate di Milano

alt«Tangenziali. Due viandanti ai bordi della città» è il titolo del libro scritto da Gianni Biondillo e Michele Monina (Guanda editore), che per raccontare Milano hanno deciso di partire dal perimetro metropolitano, dai suoi margini. I due scrittori per l’occasione “viandanti della tangenziale”, mettono in scena luoghi, personaggi, aneddoti, storie, percorsi della periferia metropolitana milanese. Tutti tragitti fatti rigorosamente a piedi per guardare la fisionomia della città in cui vivono da un altro punto d’osservazione. Reti multimodali attraversano Milano ognuna con le sue ragioni e motivazioni all’interno delle quali traffico, storie e fluidità s’incontrano e si scontrano. Prima di loro Iain Sinclair aveva percorso tutta la M25 che fa il giro di Londra raccontando questa sua itineranza in London Orbital, un reportage in versione director’s uncut per psicogeografizzare la capitale inglese.
Guy Ernest Debord diceva “Se potete andate in giro a piedi senza meta od orario. Scegliete man mano il percorso non in base a ciò che sapete, ma in base a ciò che vedete intorno. Dovete essere straniati e guardare ogni cosa come se fosse la prima volta. Un modo per agevolarlo è camminare con passo cadenzato e sguardo leggermente inclinato verso l’alto in modo da portare al centro del campo visivo l’architettura e lasciare il piano stradale al margine inferiore della vista. Dovete percepire lo spazio come un insieme unitario e lasciarvi attrarre dai particolari”.

Ma cos’è la psicogeografia? Quella metodologia d’indagine dello spazio urbano nata negli anni Cinquanta dal Movimento di avanguardia artistica dei Lettristi che avevano una visione piuttosto critica dell’utilizzo e lo sviluppo delle città. Aree urbane che secondo questo pensiero vengono considerate come sovrastrutturazione eccessiva. L’idea centrale di questa teoria è quindi la decostruzione degli spazi urbani e la costruzione di nuove aree di breve durata con mutazione permanente e trasferibilità. La psicogeografia studia dunque le correlazioni tra psiche e ambiente capovolgendo i criteri base della geografia classica e ponendo al centro delle proprie finalità la ri-definizione creativa delle città.

Lo sguardo del viandante, del pendolare, del cittadino metropolitano, del turista e degli autori del libro può essere fisso alla strada da compiere oppure leggermente inclinato per cercare delle altre prospettive. Ma al di là della letteratura, le strategie e le scelte degli amministratori locali in materia di politiche territoriali, oggi ancor più che nel passato, vedono il coinvolgimento delle comunità locali e qualunque decisione in materia diviene il risultato condiviso di una discussione aperta a tutti i cittadini, ai quali viene assicurata la possibilità di esprimere la propria opinione in sede di progetto, individuando la migliore tra tutte le diverse situazioni in grado di privilegiare il rispetto del territorio, dell’ambiente e della salute di tutti.

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