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Inclusione lavorativa, a Reggio Emilia firmato il protocollo che introduce clausole sociali negli appalti pubblici

E’ stato sottoscritto il 20 dicembre a Reggio Emilia il primo Protocollo dedicato al tema della creazione o del mantenimento di posti di lavoro negli enti pubblici e nelle aziende appaltatrici per le persone svantaggiate e/o disabili e dell’affidamento di servizi socio-assistenziali ed educativi.

21 Dic 2016 0 comment
Immagine tratta da Wikipedia Immagine tratta da Wikipedia

La sottoscrizione del Protocollo, nell’ambito del progetto Reggio Emilia città senza barriere, ha visto protagonisti il Comune di Reggio Emilia, la Legacoop Emilia Ovest, le Confcooperative di Reggio Emilia, il Cna di Reggio Emilia, il Lapam Confartigianato di Reggio Emilia, Cgil, Cisl e Uil di Reggio Emilia. Il sindaco di Reggio Emilia Luca Vecchi, durante la presentazione del documento alla stampa, ha sottolineato che questo tipo di azione “riformista”, nello stile tipico della città di Reggio Emilia, è nata dalla collaborazione con la cittadinanza e si pone come modello per le altre città ed amministrazioni.

Con il presupposto che il lavoro è il luogo della realizzazione non solo economica, ma anche personale, il Protocollo afferma che la crescita della società e la sua capacità di generare buona occupazione si fonda anche su un buon sistema di welfare aperto alla collaborazione tra pubblico e privato. Con questo Protocollo vengono introdotti punteggi premianti per le gare cui partecipano le imprese, sia pubbliche che private, che intendono attuare, con azioni concrete, la responsabilità sociale rendendosi disponibili all’inserimento lavorativo o tirocini di soggetti svantaggiati e/o disabili. Il Comune di Reggio Emilia si impegna inoltre ad inserire nei bandi di gara di affidamento dei servizi la clausola sociale di salvaguardia del riassorbimento di manodopera: ciò presuppone l’impegno da parte delle imprese subentranti di assumere, qualora ve ne fosse necessità e compatibilmente con la propria organizzazione, i lavoratori e le lavoratrici dipendenti che lavoravano presso l’impresa uscente. Infine si avvia una maggior valutazione per gli aspetti qualitativi del progetto rispetto al prezzo negli appalti per gli affidamenti dei servizi socio-assistenziali ed educativi.

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