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Presidente Anci in audizione al Comitato Schengen: "I sindaci possono governare un fenomeno che altrimenti subirebbero"

Puntare sulla diffusione della rete Sprar per una equa ed omogenea distribuzione del flusso migratorio

“I migranti devono essere distribuiti sul territorio in modo omogeneo e sulla base delle caratteristiche specifiche delle comunità ospiti. Una strada che si percorre soltanto coinvolgendo i sindaci che possono presentare progetti territoriali nell’ambito del sistema Sprar e, offrendo ospitalità a circa 3 migranti per mille abitanti, governare un fenomeno che altrimenti rischierebbero di subire. Da un primo bilancio, abbiamo ragione di essere fiduciosi: sono già 1.200 i Comuni che adottano lo Sprar e molti altri stanno completando le loro domande la cui prima scadenza è fissata alla fine di marzo”.

22 Feb 2017 0 comment

Il presidente dell’Anci e sindaco di Bari Antonio Decaro, in audizione davanti al Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, presieduto dall’onorevole Laura Ravetto, ha illustrato il percorso tracciato dall’associazione dei Comuni per coinvolgere i sindaci nella gestione dei flussi migratori.

“L’Anci, partendo dalla ripartizione delle quote per regione stabilite nel 2014, ha proposto una distribuzione equilibrata sulla base della popolazione residente – ha spiegato Decaro – per evitare situazioni eclatanti come la concentrazione, su iniziativa della prefettura, di oltre mille migranti su un territorio di circa tremila abitanti: è successo nei due Comuni limitrofi di Cona e Bagnoli in Veneto. L’impatto rischia di essere difficilmente sostenibile sia per i migranti sia per i residenti. Il sistema Sprar, opportunamente rivisto, quindi a sportello non più ingabbiato da finestre temporali, consente, su base volontaria, a ogni sindaco o a un raggruppamento di piccoli Comuni di gestire l’accoglienza sulla base delle specifiche caratteristiche della città. Certo un prefetto può comunque immaginare di insediare in un agriturismo centinaia di migranti nonostante il Comune ne ospiti altri in piccoli gruppi attraverso lo Sprar. È successo a Vitulano, in Campania, ma grazie all’accordo con l’Anci, quel prefetto ha dovuto fare marcia indietro”.

“Questo significa che aderire al sistema dello Sprar vuol dire anche garantire una distribuzione più equilibrata del flusso migratorio sul territorio. Il sindaco può decidere dove aprire uno Sprar e tarare il servizio sulla base delle caratteristiche del territorio”.
Decaro ha quindi riepilogato altre misure assunte dal governo negli scorsi mesi su sollecitazione dei sindaci: dai 500 euro per ciascun migrante ospite riconosciuto nella legge di bilancio ai Comuni, al potenziamento delle commissioni territoriali e alla semplificazione delle procedure di ricorso per dimezzare i tempi d’attesa per l’esame delle richieste di diritto all’asilo. “E’ un ottimo risultato anche la possibilità, introdotta nel recentissimo decreto immigrazione, di affidare ai migranti, su base volontaria, attività di utilità sociale – ha concluso Decaro –. Una iniziativa in grado di favorire davvero l’integrazione che passa necessariamente dal superare la diffidenza verso chi non si conosce”. 

 

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